Saretta, via Facebook, informa di aver preso parte alla manifestazione di sostegno alle proteste iraniane promossa da 56 associazioni del Forum dei Giovani. Viva Saretta, che, per inciso, è la segretaria nazionale degli studenti dell'Azione cattolica. Esattamente in questi stessi giorni, sei anni fa, al posto di Saretta c'ero io, mentre a Teheran si moriva in piazza proprio come oggi, e proprio come oggi in tanti reclamavano a voce alta, e rischiando la vita, la giustizia e la libertà. Proprio come oggi, in Italia non gliene poteva fregare di meno a nessuno: qui ne abbiamo così tanta, di libertà e di democrazia, che ci permettiamo di scialarla con le prostitute (e non metaforicamente), come il Figliol prodigo con l'eredità. Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane.In quell'inizio estate del 2003, noi del Msac con la Fuci scrivemmo un messaggio agli studenti universitari che animavano la protesta, e lo inviammo, sottoscritto da moltissime associazioni giovanili, per vie diplomatiche della Santa Sede. Scrivemmo anche, e ci pubblicarono, al Corriere della Sera. Un gesto molto piccolo: ma pareva, allora, a noi giovani responsabili studenteschi, che con quel messaggio si camminasse almeno un po' al fianco dei nostri colleghi persiani, animati dalla stessa passione per il bene comune.
Quel messaggio, recuperato nei meandri della Rete, lo incollo di nuovo qui sotto. A sei anni di distanza non c'è una sola virgola da cambiare, purtroppo, perché non una sola virgola è cambiata a Teheran, se non in peggio. Ma non per questo gli amici iraniani si arrenderanno. E, per quel che vale, noi con loro.
MESSAGGIO DI SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI IRANIANI
In queste ore di protesta vi esprimiamo la nostra solidarietà perché possa nascere l'Iran che voi sognate.
Vi siamo vicini in quanto giovani perché condividiamo le stesse speranze di un futuro di democrazia e di pace nel rispetto delle radici culturali e religiose di ciascun popolo.
Vi siamo vicini in quanto studenti perché, consapevoli del potenziale di liberazione che la cultura porta in sé, sentiamo con voi la responsabilità di contribuire come coscienza critica alla costruzione di società più giuste.
La libertà che cercate è un'aspirazione alla democrazia, tanto più vera perché nata dal cuore pensante della vostra società e non imposta dalle ragioni e dalle armi di altri, e perché ritrova nella vostra stessa identità religiosa non una giustificazione alla prevaricazione dell'uomo sull'uomo bensì i fondamenti di una onvivenza rispettosa della dignità della persona.
Continuate a esprimere il coraggio che state dimostrando in una lotta non violenta, che faccia del dialogo, della fermezza e dell'impegno gratuito le armi con cui disarmare chi ha come unico scopo il mantenimento del proprio potere.
Noi giovani studenti italiani ed europei ci impegniamo a sostenervi e a rendere sensibili le coscienze nei nostri paesi, sperando che questa consapevolezza possa avere effetti positivi sugli sviluppi della vostra azione. (Roma, 20 giugno 2003)



