Chi ha i denti non ha il pane

- giovedì 25 giugno 2009
0 commenti

Saretta, via Facebook, informa di aver preso parte alla manifestazione di sostegno alle proteste iraniane promossa da 56 associazioni del Forum dei Giovani. Viva Saretta, che, per inciso, è la segretaria nazionale degli studenti dell'Azione cattolica. Esattamente in questi stessi giorni, sei anni fa, al posto di Saretta c'ero io, mentre a Teheran si moriva in piazza proprio come oggi, e proprio come oggi in tanti reclamavano a voce alta, e rischiando la vita, la giustizia e la libertà. Proprio come oggi, in Italia non gliene poteva fregare di meno a nessuno: qui ne abbiamo così tanta, di libertà e di democrazia, che ci permettiamo di scialarla con le prostitute (e non metaforicamente), come il Figliol prodigo con l'eredità. Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane.

In quell'inizio estate del 2003, noi del Msac con la Fuci scrivemmo un messaggio agli studenti universitari che animavano la protesta, e lo inviammo, sottoscritto da moltissime associazioni giovanili, per vie diplomatiche della Santa Sede. Scrivemmo anche, e ci pubblicarono, al Corriere della Sera. Un gesto molto piccolo: ma pareva, allora, a noi giovani responsabili studenteschi, che con quel messaggio si camminasse almeno un po' al fianco dei nostri colleghi persiani, animati dalla stessa passione per il bene comune.

Quel messaggio, recuperato nei meandri della Rete, lo incollo di nuovo qui sotto. A sei anni di distanza non c'è una sola virgola da cambiare, purtroppo, perché non una sola virgola è cambiata a Teheran, se non in peggio. Ma non per questo gli amici iraniani si arrenderanno. E, per quel che vale, noi con loro.


MESSAGGIO DI SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI IRANIANI
In queste ore di protesta vi esprimiamo la nostra solidarietà perché possa nascere l'Iran che voi sognate.

Vi siamo vicini in quanto giovani perché condividiamo le stesse speranze di un futuro di democrazia e di pace nel rispetto delle radici culturali e religiose di ciascun popolo.
Vi siamo vicini in quanto studenti perché, consapevoli del potenziale di liberazione che la cultura porta in sé, sentiamo con voi la responsabilità di contribuire come coscienza critica alla costruzione di società più giuste.
La libertà che cercate è un'aspirazione alla democrazia, tanto più vera perché nata dal cuore pensante della vostra società e non imposta dalle ragioni e dalle armi di altri, e perché ritrova nella vostra stessa identità religiosa non una giustificazione alla prevaricazione dell'uomo sull'uomo bensì i fondamenti di una onvivenza rispettosa della dignità della persona.
Continuate a esprimere il coraggio che state dimostrando in una lotta non violenta, che faccia del dialogo, della fermezza e dell'impegno gratuito le armi con cui disarmare chi ha come unico scopo il mantenimento del proprio potere.

Noi giovani studenti italiani ed europei ci impegniamo a sostenervi e a rendere sensibili le coscienze nei nostri paesi, sperando che questa consapevolezza possa avere effetti positivi sugli sviluppi della vostra azione.
(Roma, 20 giugno 2003)

Vuoto

- martedì 23 giugno 2009
2 commenti

I referendum non sono validi: pazienza. Il sottoscritto, al quale hanno insegnato fin da piccolo che votare è una responsabilità e un dovere nei confronti di se stessi e della propria comunità, si è preso nuovamente la briga di barrare una buona quantità di "no" (due su tre) sulle sue schede. Stamattina come quattro anni fa, quando prese persino un treno di notte e uno dieci ore dopo per bocciare tutti i quesiti proposti.
Oggi ero l'unico elettore presente in tutta la sezione, e al seggio, per non annoiarsi troppo, avevano acceso la radio. E' stato dopo il voto, sfilando lungo il corridoio deserto che mi riportava fuori al sole, che ho pensato al vuoto desolante di quel seggio e della nostra democrazia. Un vuoto di idee, di valori, di responsabilità. Un vuoto che oramai ha preso largamente il potere, a prescindere dall'alternanza, anzi, che è l'unica cosa stabile del nostro ordinamento. Un vuoto per il quale, tra le altre cose, i referendum, uno degli strumenti politici più autenticamente popolari, falliscono sistematicamente da dodici anni.
Camminando piano nel corridoio vuoto, ho ripensato a quanta colpa abbiamo noi cattolici in questo scenario di disimpegno generale. Noi che un referendum, quello di quattro anni fa, per l'appunto, dicemmo di averlo vinto sul campo (lo scrivemmo grosso come una casa sul nostro giornale: "74,1%") e invece era poco più di una vittoria a tavolino, ed era la prima volta che si decideva di barare così. Noi che il nostro parlare dovrebbe essere "sì si, no no", e non "mi astengo" perché è conveniente.
Poi tutto quel vuoto è finito. Ho salutato con un cenno il carabiniere di guardia in fondo al corridoio e sono sbucato di nuovo all'aria aperta, in mezzo alla gente. Allora m'è venuto in mente che una consolazione c'è: il vuoto, anche se è tanto, anche se è dura, anche se sembra di no, può essere sempre riempito. Ho salito le scale di casa un po' meno rassegnato. Giusto un po': ma di questi tempi possiamo accontentarci.

(Era un po', un bel po', che qui dentro non volava una mosca: chiedo scusa ai ventidue lettori che ancora passano di qua. Ci riproviamo)

Il viaggio: Rai Cinema punta sulla Terra Santa

- giovedì 11 giugno 2009
0 commenti

(Pubblicato su Terrasanta.net il 10 giugno 2009)

«La crisi in Medio Oriente è una piaga che insanguina il mondo. Sono contento che l'Italia abbia un'occasione importante, anche grazie alla Rai, , con un'attività di public diplomacy, di svolgere in tanti teatri di crisi nel mondo un servizio pubblico che lavori per la pace». Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo il 9 giugno scorso alla presentazione de Il viaggio, un cofanetto di dvd contenenti quattro documentari prodotti da Rai Cinema e incentrati su itinerari di fede, di cui ben tre dedicati alla Terra Santa. «Il dialogo - ha continuato Frattini - è più forte dell'uso della forza, è l'unica ricetta per sradicare i conflitti di religioni e civiltà, è l'unico modo attraverso il quale con la politica internazionale si potrà promuovere la realizzazione dei diritti umani, la democrazia e quindi la pace».

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Rai Paolo Garimberti. «Da molto tempo, anche come telespettatore, penso che i mass media diano poco spazio alle questioni riguardanti il mondo globale e che guardino troppo nel loro giardino», ha commentato Garimberti, che invece auspica che il progetto documentaristico de Il viaggio «sia solo un primo passo verso un nuovo modello di servizio pubblico capace di usare linguaggi nuovi e aperto al mondo, ai suoi cambiamenti e alle sue crisi».

Il cofanetto raccoglie un percorso cinematografico fortemente voluto dal presidente di Rai Cinema, lo scrittore Franco Scaglia, composto da quattro diversi documentari: Verso il Santo Sepolcro di Luca Archibugi, un vero e proprio inno al luogo centrale della fede cristiana che ha per protagonista l'archeologo padre Michele Piccirillo e il suo ultimo manoscritto, completato pochi giorni prima della sua prematura scomparsa lo scorso anno; Tessere di Pace in Medio Oriente, anche questo di Luca Archibugi, anche qui con al centro il lavoro di ricerca archeologica di Piccirillo, stavolta sui mosaici della Terra Santa; Il viaggio di Gesù di Sergio Basso, un'esplorazione dei luoghi evangelici costruita sulla sequenza della narrazione dei Sinottici; e infine La grazia della Parola di Gianni Barcelloni Corte, sul monastero benedettino camaldolese di Fonte Avellana, nelle Marche.

«Riunire insieme questi quattro film - ha scritto Scaglia nelle note di presentazione del progetto - ha il significato di fornire un contributo alla riflessione ispirata dalla tradizione cristiana, intesa non soltanto in senso religioso, ma anche laico, come ricerca perpetua di verità. Questi film vogliono essere esempi concreti di lavoro su momenti dello spirito, che lascino aperte domande eterne, come è giusto che sia, ma che, al tempo stesso, possano creare un'occasione di meditazione - per i credenti come per i non credenti - in quest'epoca di disorientamento».